E’
noto come il linguaggio televisivo, spesso mischiato a quello
pubblicitario sempre più diffuso ed invasivo, secondo alcuni
autori quali Sartori abbia modificato ed impoverito in maniera radicale
l’apparato cognitivo dell’homo sapiens,
tramutandolo in homo videns.
Ma è chiaro che la perdita della cultura scritta non
è affatto compensata automaticamente da una corrispondente
ed immediata cultura audiovisiva.
Ne deriva un quadro preoccupante, così dipinto dal sociologo
Franco Ferrarotti:” quanto all’homo videns la
lettura lo stanca. Preferisce il significato contratto e fulmineo
dell’immagine sintetica. Ne è affascinato e
sedotto.
Rinuncia al vincolo logico, alla sequenza ragionata, alla
riflessione…………cede
all’impulso caldo, emotivamente
coinvolgente…..quel modo di vita che è tipico
dell’infante, che mangia quando gli va se avverte sconforto,
dorme, si sveglia, soddisfa i suoi bisogni a caso”.
Per questa vincolante ragione dunque, secondo Sartori, “la
cultura audiovisiva è incolta, quindi non è
cultura”.
Il quadro qui brevemente delineato appare dunque ideale per sviluppare
un’azione, continuativa e meditata, di “lifelong
learning”, di formazione permanente che segua di pari passo
lo sviluppo mediatico contemporaneo, spesso talmente rapido da
risultare spiazzante e traumatizzante, soprattutto per le generazioni
adulte, prive di un adeguato approccio.
La proposta di un corso primario di apprendimento delle tecniche di
informazione e disinformazione nasce dall’intento di fornire
ai cittadini diritti democratici fondamentali, che consentano una piena
e
consapevole partecipazione del singolo alla vita della sua
collettività, sia essa statuale, regionale, comunale o
locale.
Nelle democrazie occidentali avanzate il flusso mediatico che investe
il cittadino è ormai divenuto imponente, ma mentre la
comunicazione è aumentata, non sempre
l’informazione l’ha seguita di pari passo.
Anzi spesso si è verificato il fenomeno contrario; ad un
aumento dell’intrattenimento, della fiction, della presenza
pubblicitaria, non è corrisposto un adeguato sviluppo
dell’approfondimento e dell’informazione.
Si tratta dunque di posizionarsi con cautela e consapevolezza di fronte
ad una conquista della modernità che è fonte di
grandi opportunità, ma che può nascondere anche
rischi e pericoli.
Quanto alla grande espansione della stampa locale, fenomeno spesso
mitizzato ed enfatizzato come segno di vitalità del mondo
editoriale e giornalistico, spesso dietro ad esso si nascondono
fenomeni di bassa qualità giornalistica e di eccessiva
contiguità con le istituzioni, che non rendono al cittadino
il servizio necessario alla sua consapevolezza.
Dunque questo ambito necessita di particolari attenzioni, in quanto il
legame tra medium e territorio conferisce particolare
vitalità e significanza al primo, a patto di esercitare
pienamente le proprie funzioni.
Obiettivi del corso;
Mai come in questo momento il concetto di “cittadinanza
attiva”dev’essere applicato al cittadino
consumatore di notizie e di immagini,
ma spesso lasciato solo in presenza di un’offerta mediatica
ridondante, confusa, troppo ricca e disordinata per risultare
“nutriente”, talvolta pericolosa per la sua
pervasività.
Inoltre, poiché l’evoluzione dei sistemi mediatici
è continua, favorita da evoluzioni tecniche di
rapidità e sconvolgente novità, mai come in
questo caso l’apprendimento del cittadino
dev’essere continuamente aggiornato, affinato, perfezionato.
Descrizione dei moduli e
relativi contenuti;
L’articolazione modulare del corso sarà la
seguente:
Modulo 1
Segmento 1 : come nasce e
da dove viene la notizia.
Segmento 2 : il
“gate keeper”.
Segmento 3:
Cos’è la notiziabilità.
Segmento 4 : Differenza
tra informazione, comunicazione e pubblicità.
Segmento 5: il flusso dei
valori/notizia.
UFC2: Modulo 2
Segmento 1: Le
agenzie di stampa.
Segmento 2 :
l’effetto “agenda setting”
Segmento 3 : Le
concessionarie di pubblicità.
Segmento 4 : come si
diventa giornalista.
Segmento 5:
Professionisti e pubblicisti
UFC3 : Modulo 3
Segmento 1 : cosa viene
insegnato ai giornalisti.
Segmento 2: come
funzionano gli uffici stampa.
Segmento 3: funzioni e
compiti dell’Ordine dei giornalisti.
Segmento 4 : le carte
deontologiche.
Segmento 5 :
“la falena e la fiamma”
UFC4: Modulo 4
Segmento 1:
storia dei mass media valdostani dal 1945 al 1980.
Segmento 2 :
storia dei media valdostani dal 1980 al 2005.
Segmento 3 : la
Rai valdostana.
Segmento 4 : le
agenzie di stampa valdostane.
Segmento 5 :
radio e televisioni private operanti in Vda.
UFC5: Modulo 5
Segmento 1 : elementi di
marketing politico nella società dello spettacolo.
Segmento 2:
immagini e simboli.
Segmento 3 :
Come costruire un immaginario collettivo influenzando le emozioni.
Segmento 4 : la
ripetizione del messaggio
Segmento 5 :
l’appartenenza è decisa dai gusti, non dalle idee.
Il corso avrà
una durata totale di 30 ore, all’interno delle quali verranno
effettuate dai partecipanti prove pratiche di scrittura e fotografia,
nonchè pubbliche letture comparative e di confronto fra
giornali.
In materia di selezione
ed orientamento dei candidati è prevista una prova pratica
preliminare, intesa a dimostrare come il giornalista sia solo un
mediatore tra la fonte della notizia e il lettore, e che quindi ogni
mediazione mediatica risulta diversa a seconda della
personalità e delle capacità del soggetto.
Ogni partecipante
dovrà descrivere, nell’ambito dello stesso numero
di righe tipografiche, una scenetta mimata in classe.
Si discuterà
quindi sul perché tale esperimento non dia mai due
descrizioni identiche.
Analogo metodo
verrà usato con la fotografia: usando a turno solo una
macchina fotografica, verrà chiesto ad ogni candidato di
ritrarre lo stesso soggetto.
Anche in questo caso
verranno analizzate le ragioni delle probabilissime
diversità nei risultati delle immagini realizzate.
Tale approccio ha il
compito
di dimostrare come non
esista un’unica obbiettività giornalistica, ma
solo punti di vista differenti.
E’ prevista la
proiezione di film attinenti ai temi in discussione.
Si cercherà in
ogni caso di privilegiare una metodologia di “didattica
attiva”, in maniera che i partecipanti entrino nel meccanismo
del lavoro quotidiano dell’operatore mediatico, e ne colgano
dal vivo limiti, opportunità e condizionamenti pratici.
Si allega inoltre un
elenco indicativo dei testi adottati, cui il docente farà
costante riferimento durante le lezioni, presentandone e sintetizzando
gli elementi più significativi.
Mauro Wolf:
“Teoria delle comunicazioni di massa.” Ediz
Bompiani.
Alessandro Amadori:
“Mi consenta”.Ediz Scheiwiller.
Alessandro
Amadori:”Mi consenta 2”.Ediz Scheiwiller
Guy Debord: “La
società dello spettacolo”. Ediz Baldini &
Castoldi.
Josep
Ramoneda:”Dopo la passione politica”.Ediz Garzanti.
Paolo Murialdi:
“ Storia del giornalismo italiano”. Ediz
Il Mulino.
Karl Popper:
”Cattiva maestra televisione”. Ediz Donzelli.
Carlo Maria Martini:
“Il lembo del mantello” Ediz Centro Ambrosiano.
Giovanni Sartori :
“Homo videns”. Ediz Laterza.
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