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iniziative
Solidarietà NO TAV (attenzione agli aggiornamenti !) E-mail

  Il 3 luglio, in Val di Susa, a manifestare contro la TAV, c'eravamo anche noi dell'ARCI e dell'Espace.

Giovedì scorso (19/1) all'Espace abbiamo ospitato Tobia Imperato autore del libro "Le scarpe dei suicidi: Sole Silvano Baleno e gli altri - due suicidi di stato - La storia dei primi morti a causa dell'alta velocità."

Ora Tobia è in carcere, assieme ad altri cittadini che non vogliono la TAV, come un consigliere comunale valsusino, Guido Fissore, 67 anni, già protagonista di uno sciopero della fame e accusato di aver colpito con le sue stampelle (?!) alcuni agenti di polizia e Mario, il barbiere di Bussoleno.Tra gli arrestati (sullo strumento della carcerazione preventiva cfr. L. Pepino) anche una donna incinta di 7 mesi.    

Tanta la solidarietà arrivata in queste ore al movimento No Tav – Ugo Mattei, WU Ming 1, Celestini, la Fiom, Carmilla (qui trovate anche la video intervista a Perino) il teatrovalleoccupato e molti semplici cittadini – persone e movimenti di cui ci fidiamo, una lotta che conosciamo e che, per le sue caratteristiche antiliberiste e di difesa dei beni comuni, è anche la nostra.

L'appuntamento è per il prossimo 25 febbraio da Susa a Bussoleno, per una grande manifestazione nazionale contro il TAV e a difesa dei beni comuni . Organizzeremo dei minibus per raggiungere Susa: per info e adesioni: 320 4352548 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

A SARA DURA !   

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Giovedì 19/01 - ore 21.20 "LE SCARPE DEI SUICIDI" presentazione del libro con l'autore TOBIA IMPERATO E-mail

 "Le scarpe dei suicidi: Sole Silvano Baleno e gli altri - due suicidi di stato - La storia dei primi morti a causa dell'alta velocità." di Tobia Imperato - autoproduzioni Fenix 2° edizione 

  Una storia del 1998, che parla di TAV, case occupate, ambiente, giornalisti, magistrati, poliziotti e anarchici.      Raccontata da qualcuno di parte (basta saperlo), ma non per questo meno interessante, anzi (cfr. http://ita.anarchopedia.org/Sole%2C_Baleno_e_Pelissero )

Un'occasione per recuperare un pezzo di memoria, per scoprire i meccanismi con cui media e apparati dello stato creano le varie EMERGENZE e i MOSTRI del momento, e per parlare di TAV. 

    Qui è possibile scaricare il libro

"Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità.
Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pelissero sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni attentati, avvenuti in Val Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità.
I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti.
Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare.
Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle Vallette.
L’11 luglio successivo muore nell’identico modo anche Soledad Rosas, lei pure in stato di detenzione.
Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all’inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l’inconsistenza delle prove relative all’associazione eversiva (art. 270 bis)"



 
mercoledì 21 dicembre 2011, dalle h. 14:30, quartiere Cogne di Aosta (davanti all'Immacolata): Assemblea cittadina d'informazione ANTIFASCISTA E-mail

 

   Lo scorso 13 dicembre due cittadini senegalesi, Mor Diop e Samb Modou, sono stati uccisi e altri 2  gravemente feriti, da un uomo armato nel centro di Firenze. Non un pazzo, ma semmai un lucido fascista   legato a Casa Pound Italia, un negazionista antisemita, i cui testi sono stati pubblicati sui siti di CPI.

 Se non li conoscete: in poche parole CPI è un'associazione ufficialmente impegnata nel volontariato e nella  promozione sociale. Dietro questa maschera si nasconde però un movimento razzista e di ispirazione fascista

   (con le loro parole: “un'associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio”....degli altri !), che ha ospitato nelle sue sedi personaggi legati allo stragismo degli anni '70 e '80 e il cui capo, Iannone, cantante NAZIROCK e autodefinitosi fascista del terzo millennio, dichiara che bisogna riscrivere la nostra Costituzione e che Mussolini è una fonte inesauribile di ispirazione. 

Questa organizzazione ha da poco aperto una sede al quartiere Cogne: il circolo "Santa pirateria".........

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DOMENICA 11/12 Se non ora quando ? Se non le donne, CHI ? E-mail

MAI Più CONTRO DI NOI, MAI Più SENZA DI NOI: libri, cena e assemblea !  

Il comitato "Se non ora quando? Valle d'Aosta" aderisce

alla manifestazione nazionale "SE NON LE DONNE, CHI?"

L'appuntamento è all' Espace Populaire in via Mochet 7 ad Aosta, a partire dalle 17h30

 

alle 18h00 Bruna Laudi Terracini presenta

Roberta Anau

Oche, asini, rabbini, e/o 2011

Acuto e irriverente, tagliente e dissacrante, spiritoso e autoironico, questo libro in cui Roberta Anau, ebrea rispettosa della tradizione (ma non sempre, ma non solo) racconta la sua storia e quella della sua famiglia tra la grassa Ferrara e la più malinconica Torino fino a La Miniera, l’azienda agrituristica che apre in provincia di Ivrea.
Tra buricchi ferraresi e bagna cauda piemontese, una volta cucinate da mamme e nonne, e oggi preparate per turisti italiani e stranieri che arrivano a La Miniera, Roberta ritorna indietro. E in questo “indietro” ci siamo tutte…

Maria Pia Simonetti presenta

Paola Sansoni

Raccolta differenziata, Ibiskos 2011

La poesia cinica più ancora che comica di Paola Sansoni racconta, attraverso cortocircuiti di parole, l’accanimento delle donne contro se stesse. Un occhio ipercritico scruta corpo e anima della vittima di questi brevi e talvolta folgoranti componimenti poetici e la massacra.

Alle 20h00: cena a buffet

alle 21h00 Assemblea

Se non le donne chi? Quote rosa e partecipazione: come entrare nei luoghi di decisione senza farsi male.

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VENERDI' 25/11, dalle 18h00: “Le Crisi: da Berlusconi a Monti” E-mail

Incontro pubblico con il deputato valdostano Roberto Nicco.

 Berlusconi è passato. E questo è bene (cfr. Robecchi, Revelli, Carotenuto e D'Orsi).

Ma la crisi resta.

Nel tempo dei tecnici, diventa necessario come non mai, aprire momenti di confronto tra politici e cittadini.

Con questo spirito, l'ARCI VdA ha invitato l'On. Nicco all'Espace, per raccontare gli ultimi giorni del regime del sig. B e il contesto che ha portato al governo Monti.

   Cosa ci aspetta ? Quale può essere il contributo di associazioni e cittadini per uscire – vivi e felici – dalla crisi, che non è italiana ma globale (cfr. http://occupywallst.org/) ?

  Parliamone assieme – con le ACLI, Legambiente e i sindacati - e nell'attesa fatevi 2 risate con Crozza e il suo ''Pover Christ Supertax'   

 E dopo l'incontro e l'aperitivo, fermatevi a cena all'Espace. Del resto, dove vorreste andare ? Come diceva quel comico ormai superato: "tutti i ristoranti sono pieni..."


 
Vogliamo votare No ! al referendum sul Pirogassificatore E-mail

Il Governo regionale ha la sua soluzione per il problema rifiuti: spendiamo un sacco di soldi per costruire un pirogassificatore e polverizziamo tutto !

Altre soluzioni sono invece percorribili: raccolta differenziata e trattamento a freddo.

Andate nei vostri comuni e chiedete di poter firmare per la richiesta di referendum popolare: la parola ai cittadini !

Per info:

http://rifiutizerovda.altervista.org/

http://vallevirtuosa.blogspot.com/


 
Acqua bene comune E-mail

codebase="http://active.macromedia.com/flash4/cabs/swflash.cab#version=4,0,0,0"

 


 

 
giovedì 24 febbraio 2011 - h.21,30: "La Svolta - Donne contro l'Ilva". Un film di Valentina D'amico E-mail

svoltaA Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza. Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.
Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva.
L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti, detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il 92 % della diossina nazionale).
Il documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva” racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: malattie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato.
Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. Il lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso la vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata da un attore. L’ingresso all’Ilva, il lavoro all’Ilva, la morte all’Ilva.
Da qui si dipanano le esperienze personali delle sei donne, e con loro si ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica. Quella fabbrica che è amica se dà lavoro (oltre 20mila occupati fino agli anni 90, neanche 13mila oggi), ma che è nemica perché disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente. Con la complicità delle istituzioni, dei sindacati, dei cittadini-lavoratori (per necessità, per paura).

Valentina D’Amico, 1974, leccese, vive e lavora a Roma

Giornalista professionista, freelance.
Tra le collaborazioni: Report Rai 3, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano.
Ha scritto su Repubblica di Bari e Nuovo Quotidiano di Puglia; ha lavorato come radio giornalista a Radio Popolare Salento emittente locale del Network della storica Radio Popolare di Milano per cui ha lavorato come corrispondente; è stata direttore responsabile de L’Impaziente, periodico salentino di inchiesta e controinformazione. Ha realizzato e prodotto la video inchiesta “Morire di banca” sulla difficoltà di accesso al credito bancario come causa principale del ricorso all’usura con testimonianze dirette delle vittime; un video sulle extraordinary rendition con la testimonianza di Ruhal Ahmed, cittadino britannico di origine pakistana, rinchiuso a Guantanamo; un documentario storico, “1940-1945. Gli anni della memoria”, con interviste ai reduci della seconda guerra mondiale e riprese d’archivio, per il comune di Presicce (Le) e distribuito nelle biblioteche della Provincia di Lecce.



 



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