21.4.10

Festa della Liberazione.

Chi ricorda i propri morti acquisisce cittadinanza nel presente.
Ad Aosta e in valle è un revival continuo: i clerico-localisti celebrano il canonico Brean, le Père Laurent, don Garino, il canonico Domaine, sant’ Anselmo, san Chanoux, san Corrado Gex.
I Fasci ricordano un SS di Gressoney.
I motards commemorano l'eroico Spadino.
La Sinistra chi cacchio ricorda ? Le figurine Panini? La piadina?
Non sono smemorati. No, sono proprio fessi e calabrache, si sono fatti fregare dall'Union persino le loro radici.
Io ricordo Pietro Carral , responsabile del Soccorso Rosso, incarcerato per attività sovversive nel 1928.
In quell'anno lui entrò in galera, Emile Chanoux entrò nel Fascio.
Carral uscì di prigione nel 1933, Chanoux uscì dal Fascio dopo che questo era caduto, il 25 Luglio 1943.
Scelgo Carral.
Il mio peccato capitale è l’ira, dunque ora è tempo di un lungo silenzio.

Festa della Liberazione.


Chi ricorda i propri morti acquisisce cittadinanza nel presente.
Ad Aosta e in valle è un revival continuo: i clerico-localisti celebrano il canonico Brean, le Père Laurent, don Garino, il canonico Domaine, sant’ Anselmo, san Chanoux, san Corrado Gex.
I Fasci ricordano un SS di Gressoney.
I motards commemorano l'eroico Spadino.
La Sinistra chi cacchio ricorda ? Le figurine Panini? La piadina?
Non sono smemorati. No, sono proprio fessi e calabrache, si sono fatti fregare dall'Union persino le loro radici.
Io ricordo Pietro Carral , responsabile del Soccorso Rosso, incarcerato per attività sovversive nel 1928.
In quell'anno lui entrò in galera, Emile Chanoux entrò nel Fascio.
Carral uscì di prigione nel 1933, Chanoux uscì dal Fascio dopo che questo era caduto, il 25 Luglio 1943.
Scelgo Carral.
Il mio peccato capitale è l’ira, dunque ora è tempo di un lungo silenzio.

8.4.10

L’Union con PDL e Lega per le prossime comunali di Aosta


« Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux. Ils sont fait pour éclairer le monde. En général ce ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. »Traduzione : « Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per dare luce al mondo. In generale non è necessario che siano popoli numerosi. Essi sono grandi perché portano in sé la verità e l'avvenire."

Questa l'orgogliosa citazione, tratta da un libro di Emile Chanoux, uno dei caduti antifascisti valdostani, è iscritta su di una parete del Consiglio regionale della Vda.
Come si vede la modestia non è dote che attecchisca fra le montagne, e da sempre il micro-nazionalismo etnico della Vda ( 126.000 abitanti, nemmeno un viale di Torino...) porta sé stesso come esempio di autogoverno (con i soldi italiani) da additare al mondo.
La sub-cultura di provincia poi non teme la retorica né i toni roboanti, per cui tutte le scolaresche valdostane hanno avuto i programmi funestati da questi "Peuples flambeaux", naturalmente titolari di diritti all'autodeterminazione e alla secessione contro lo "Stato centralista."
Ma in politica la poesia lascia il posto alla prosa: proprio i soldi sono alla base della decisione assunta ieri sera dal Conseil Féderal dell'Union, che si doveva pronunciare sulle alleanze per le future comunali di Aosta, che si terranno il prossimo 23 Maggio.
Svolta storica: dopo 20 anni di alleanza col Centrosinistra ad Aosta, l'Union sceglie di correre con il Popolo delle Libertà e con la Lega, che qui è ininfluente tanto da non avere seggi né in Consiglio regionale né in Consiglio comunale.

Infatti il suo spazio politico, i suoi programmi, principi, metodi e contenuti culturali sono espressi dall'Union da oltre 50 anni.

Alcune precisazioni: nelle regione del preteso federalismo, il comune di Aosta non conta niente, tutti poteri sono regionali. Quanto al quadro politico, i partiti nazionali eredi della Dc e del Pci, artefici con la loro dabbenaggine di questo capolavoro di autolesionismo istituzionale e di liberticidio civile che è lo Statuto Speciale, sono ridotti al 20% dell'elettorato valdostano.

Sopratutto la Sinistra valdostana fu solerte: con la legge Modica del 1981, consegnò stabilmente i 9/10 del riparto fiscale alla Regione autonoma, rendendola scandalosamente privilegiata rispetto al resto della Paese.

In sostanza la Sinistra nelle sue varie articolazioni storiche (Pci-Pds-Ds- Gauche valdotaine e ora PD), a furia di farsi garante e gregaria del localismo accattone dell'Union verso lo Stato , prima si è fatta eliminare dalla storia passata e dalla Resistenza, poi da quella contemporanea, poi dal panorama politico , indi dalle istituzioni.Ha fatto la fine del dottor Frankestein.

Al Pd, cornuto e razziato malgrado una pluridecennale subordinazione "perinde ac cadaver", resta l'amara consolazione dell'ironia:

"il y a des mouvements qui sont comme des allumettes: un petit vent depuis Rome change la direction de leur flamme."

Traduzione: "ci sono dei movimenti che sono come i fiammiferi: basta un venticello che spiri da Roma e cambia la direzione della loro fiamma".

Ma ora chi rischia di spegnersi è il Centrosinistra.

1.4.10

Cari amici piemontesi, da oggi siete valdostani pure voi


Piemontesi, benvenuti in valle d'Aosta: il ridotto alpino della Padania, che da oggi esiste ufficialmente, vi accoglie con calore.
Un pensiero reverente agli amici torinesi che, con l'eccezione di questo giornale, sempre hanno considerato i fenomeni valdostani con la puzzetta sotto il naso, da veri cittadini evoluti che non si occupano di remote, oscure vallate.
Così, mentre i fessi pensavano alla Valle solo in termini turistico-gastronomici (ah il gusto della fontina! Ah il profumo del lardo!), in Valle andava in onda il futuro politico della Padania, ed ora anche del Piemonte.
Nessun dirigente del centrosinistra ha avuto l'umiltà intellettuale e lo scrupolo professionale di esaminare i processi politici che purtroppo hanno fatto della Valle un laboratorio di avanguardia.
Qui viviamo da anni nella post-Italia, quella che ora Bossi chiederà a gran voce, inserendo nello Statuto Veneto il diritto alla secessione.
Si accettano scommesse: il prossimo slogan leghista sarà "il diritto all'autodeterminazione dei popoli".
Ma qui in Valle se ne parla tranquillamente in Consiglio regionale da 30 anni. I nostri parlamentari da sempre ipotizzano la "natura pattizia" dei rapporti tra Stato e Regione.
La Costituzione? Merda octroyéé (cioè concessa), dunque da disprezzare in quanto non sancisce l'uguaglianza fra i due popoli, italiano e valdostano.

Talvolta può succedere che il futuro vada in scena persino lontano da piazza Castello.
Il che ci porta alla prima considerazione: le nomenklature nazionali del centrosinistra sono drammaticamente romano-centriche.Quelle torinesi, torino-centriche. Quello che succede nelle campagne non interessa nessuno.
Salvo poi scoprire che la Lega, allieva dell'Union valdostane di cui ha copiato principi, metodi, linguaggi e slogan, è movimento contadino-popolare. Sono le campagne, intese come provincia non cittadina, che assediano le città.
Con la loro cultura rozza, sostanziata di diffidenza anti-urbana: nelle città c'è il disordine, gli stranieri, il kaos, lo sradicamento.Qui da noi ci conosciamo tutti, ci lega il dialetto, se arriva un forestiero lo controlliamo notte e giorno.
Cosa succederà ora? Sul piano culturale, cari amici piemontesi, vi valdostanizzeranno con alcune parole cui i babbei della Sinistra abboccheranno immediatamente: "valorizzazione delle diversità, lingua e cultura identitaria, radici."

Dosi massicce di dialetto ( che male c'è?E' un arricchimento, sentenzierà la sinistra fessa...), balli popolari e tradizionali, simboli ossessivi di identità branditi come corpi contundenti: occhio alla famija turineisa e ai programmi scolastici.
Ma avremo modo di parlarne nei lunghi anni di Resistenza che ci aspettano. Per favore, venite in Valle a studiare il leghismo e le sue tattiche. Di sciatori come Violante ne abbiamo già abbastanza.

15.3.10

Don Ciotti al salone Bcc di Gressan, Martedì 16 marzo h 20,30.



Per noi di Libera della Vda martedì è una grande serata.
Ci viene a trovare don Luigi Ciotti, in preparazione alla giornata nazionale in memoria delle vittime delle mafie.
Sabato 20 Marzo andiamo infatti in pulman a Milano, da tutto il Paese Libera proverà ad invadere la Longobardia.
Vogliamo ricordare tutte le vittime delle mafie, anche gli umili, gli uomini delle scorte di cui il ricordo si appanna un poco.
Saranno presenti i famigliari delle vittime, quelli che, spenti i riflettori della cronaca, si trovano poi di fronte ad una lunga solitudine.
Il viaggio costa 10 euro e ci si può prenotare nella serata di Gressan, possiamo farcela a muoverci!
Noi di Libera della Vda vi aspettiamo a Gressan .
Guardate che Luigi è tremendo, se lo ascolti con la testa e col cuore dà assuefazione, poi subentrano crisi di astinenza, e infine si rischia di diventare persone serie.
Insomma di questi tempi velinocratici un bel rischio !
Vi aspettiamo numerosi.

8.3.10

8 Marzo, festa delle donne: Omaggio e ricordo di Luigina Perotti e Gianna Siggia.


Giovedì 10 Marzo al cinema Corso, “l’ultima cordata del notaio” , spettacolo dei miei soci Roberto Contardo e Dino Carlino.
Dicono i due: “le storie si dimenticano se non riusciamo più a raccontarle”.
8 Marzo, festa delle donna, l’Entraide delle ancelle del President comunica all’Ansa che”l’Entraide, nata nel 1982, è la prima associazione femminile valdostana”.
Menteuses sans aucune pudeur! L’Udi è nata in Valle nel 1948, e per lungo tempo la diressero due nobilissime figure come Luigina Perotti in Galli e Gianna Siggia.
Sinistra di merda, manco è capace di ricordare i suoi morti. Per forza poi produce gli ignavi napolitani…

28.2.10

In memoria di Gianni Barbieri


Dedico questo ricordo a Gianni Barbieri, in arte Guercino, giornalista e scrittore che ieri ci ha lasciati anzitempo. Una penna inimitabile, acuta, intelligente, ironica, mai banale: uno spirito libero, una schiena dritta.
Come tale, non apprezzato a sufficienza né dai suoi colleghi, fra i quali la categoria dei lecca-lecca sfiora la maggioranza assoluta, né dai lettori.
In un posto normale gli avrebbero dato il premio Willien…. ma il premio Willien non è normale.
Lo ricordo con i versi di un grande poeta, che purtroppo non sono riuscito a consegnargli in tempo: nessuno li merita più di lui.
Gli sia lieve la terra.


Agli amici

cari amici, qui dico amici
nel senso vasto della parola:
moglie, sorella, sodali, parenti,
compagne e compagni di scuola, persone viste una volta sola
o praticate per tutta la vita: purchè fra noi, per almeno un momento, sia stato teso un segmento,
una corda ben definita.

Dico per voi, compagni d'un cammino
folto, non privo di fatica,
e per voi pure, che avete perduto l'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
che mi leggi:ricorda il tempo,
prima che s'indurisse la cera,
quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
dell'amico incontrato per via;
in ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene e il male
in saggezza o in follia
ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,
che le imprese sono finite,
a voi tutti l'augurio sommesso
che l'autunno sia lungo e mite


Primo Levi, 16 dicembre 1985

18.2.10

Presentazione del libro “Vaticano spa”.


In occasione dello sterminio della Consulta femminile da parte delle donne unioniste e dei berlusconiani, il consigliere Lattanzi ha avuto improvvide ed astiose parole verso l’Espace Populaire, la cui politica culturale è stata dipinta con toni tanto veementi quanto falsi.
La spregiudicata libertà delle nostre scelte ( ma la libertà è sempre spregiudicata!) è sotto gli occhi di tutti:
Noi abbiamo ospitato Pietro Ichino, non la Confindustria valdostana né i circoli Brambilla che, come il trucco, ci sono ma non si vedono
Stesso copione per la conferenza del giudice Stefano Dambruoso.
Quanto a Massimo Fini, stupendo biografo italiano di Nietsche e grande giornalista-scrittore alieno da ogni sinistrismo, anche in quell’occasione il popolo azzurro era altrove.
Forse tutti impegnati nella visione del GF, oppure nel consigliare ai pensionati di investire i risparmi in bond argentini.
Domenica 21 Febbraio avremo l’onore ed il piacere di ospitare un libro eccezionale, frutto di una magistrale inchiesta di Gianluigi Nuzzi, giornalista di Panorama ed ora di Libero: si tratta di “ Vaticano spa” che grazie alle edizioni Chiarelettere ha venduto 200.000 copie in tre mesi.
Munito di una inoppugnabile documentazione, l’autore dimostra che lo Ior, la banca vaticana, dopo la gestione Marcinkus non ha affatto cambiato rotta, continuando bellamente a riciclare e ripulire denaro sporco proveniente da tangenti e da organizzazioni criminali.
Il rinnovato potere clericale, non potendo smentire i documenti, ha però condannato all’ostracismo mediatico il libro, di cui ogni televisione non ha parlato.
Per fortuna la Destra valdostana non è solo fatta da clericali , da fascistoidi esaltati e da ultras berlusconisti: spero che domenica sera il pubblico dell’Espace sia numeroso, variopinto e bipartisan.
Chi l’ha detto che solo i giornalisti di Sinistra fanno buone inchieste?

19.12.09

La fiction dellAgnus Dei


Offro il mio dolore perchè l'amore vinca sull'odio".
Probabile che la fiction suggeritagli da Signorini, Ferrara e i suoi "spin doctors" sia nientepopodimeno quella dell'Agnus Dei, l'offerta del martirio e della sofferenza fisica per riscattare e vincere il male del mondo.
Crapapelada come il Nazareno? Si , ma più modesto, malgrado lui abbia vinto la Champion Ligue e il palestinese no......
La Chiesa ha niente da dire rispetto a queste buffonate?
Scelta temeraria quella dei suoi sceneggiatori: e se poi il maturo Venditore non ha imparato bene la parte?
Se durante la sacra funzione del sacrifizio gli scappa il suo consueto, signorile, "viva la figa"?

7.12.09

Referendum svizzero, cancellare i simboli visibili.


Il risultato del referendum svizzero contrario alla costruzione di minareti è’ inequivocabile : noi razzisti “democratici” siamo tolleranti ed aperti, crediamo che tutti gli uomini siano uguali di fronte a Dio. Non intendiamo negare il diritto alla preghiera, però siamo per i diritti differenziati.
Così voi musulmani pregate nei garage, noi nelle cattedrali.
La strategia dei razzisti non è più quella storica dei nazisti e fascisti di una volta: tranne che per pochi decerebrati, non è più tempo di santo manganello, olio di ricino e galera agli oppositori.
I razzisti si sono evoluti: la Lega pratica una strategia più insidiosa, quella del razzismo “democratico”.
Come dice il grande Furio Colombo, giornalista emerito, “il razzismo duro e puro oggi si ammanta di bonomia paesana”.
Un esempio? “ Noi svizzeri non vogliamo che i minareti turbino la purezza del nostro paesaggio. Abbiamo votato no per ragioni urbanistiche, noi siamo per la tradition urbanistica: c’erano prima i minareti? No? Allora faut garder la tradition….”
Cancellare i simboli visibili dell’altro : questo è il nocciolo della strategia del razzismo “democratico” praticato dalla Lega.
Se non vedi il minareto non ti senti a casa tua, rimani clandestino e precario in una parte dell’anima, perdi l’orgoglio della tua appartenenza: gli islamici si devono sempre sentire ospiti di passaggio, anche dopo 20-30 anni di soggiorno.
Quando la cittadinanza e i diritti democratici agli immigrati in Italia? Secondo Bossi, celta devoto al dio Po ma con la croce nell’odiato Tricolore, mai.
Per certi versi è una situazione di rimozione di simboli analoga a quella di casa nostra.
Durante la festa della Vda non si suona Mameli perchè si tratta di un segno, pubblico e visibile, di appartenenza alla Repubblica: dunque da abolire.
Un ingenuo penserebbe che in proposito la Pdl valdostana e il centrodestra, dato il loro Dna, siano intervenuti con forza.
Invece silenzio assoluto, a nessuno di loro interessa veramente l'inno.
E la Sinistra, notoriamente insensibile ai valori dell’unità nazionale, almeno difende i suoi simboli di parte?
Ad Aosta la targa di Gramsci è intitolata solo ad “Antoine” perché, francesizzando il nome di battesimo, si cancella un’appartenenza ed un’esperienza storica.
Gli italiani dunque, di Destra e di Sinistra, si sono facilmente lasciati cancellare in Vda dalla cultura della “secessione leggera”.
La resistenza, la dignità culturale e politica, non sono il loro forte.
Per fortuna degli islamici che lavorano come schiavi in Svizzera, il profeta Maometto, sempre sia lodato il suo nome, era di una pasta ben diversa dagli italianuzzi valdostani: aveva previsto i trucchi del razzismo “democratico” di stampo leghista.
Il Corano prevede che il fedele islamico possa pregare in ogni luogo. Dio si può raggiungere in ogni ambiente, senza ori, senza orpelli e senza fanfare.
Così buona preghiera ai nostri amici islamici svizzeri, “in nome di Allah il clemente, il misericordioso”.
A proposito: a quando la prima moschea in Aosta? A quando una legge regionale che dia agli immigrati il voto?
La prima impresa la potrebbe progettare l’architetto Alder Tonino, così avremmo anche l’accordo del Pd, che mi sembra particolarmente sensibile ai temi dell’edificabilità.
Quanto al voto e al tema dei diritti politici degli immigrati, non vedo ancora un Fini nel Pd valdostano.