In memoria di Gianni Barbieri
Dedico questo ricordo a Gianni Barbieri, in arte Guercino, giornalista e scrittore che ieri ci ha lasciati anzitempo. Una penna inimitabile, acuta, intelligente, ironica, mai banale: uno spirito libero, una schiena dritta.
Come tale, non apprezzato a sufficienza né dai suoi colleghi, fra i quali la categoria dei lecca-lecca sfiora la maggioranza assoluta, né dai lettori.
In un posto normale gli avrebbero dato il premio Willien…. ma il premio Willien non è normale.
Lo ricordo con i versi di un grande poeta, che purtroppo non sono riuscito a consegnargli in tempo: nessuno li merita più di lui.
Gli sia lieve la terra.
Agli amici
cari amici, qui dico amici
nel senso vasto della parola:
moglie, sorella, sodali, parenti,
compagne e compagni di scuola, persone viste una volta sola
o praticate per tutta la vita: purchè fra noi, per almeno un momento, sia stato teso un segmento,
una corda ben definita.
Dico per voi, compagni d'un cammino
folto, non privo di fatica,
e per voi pure, che avete perduto l'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
che mi leggi:ricorda il tempo,
prima che s'indurisse la cera,
quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
dell'amico incontrato per via;
in ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene e il male
in saggezza o in follia
ognuno stampato da ognuno.
Ora che il tempo urge da presso,
che le imprese sono finite,
a voi tutti l'augurio sommesso
che l'autunno sia lungo e mite
Primo Levi, 16 dicembre 1985

