19.12.09

La fiction dellAgnus Dei


Offro il mio dolore perchè l'amore vinca sull'odio".
Probabile che la fiction suggeritagli da Signorini, Ferrara e i suoi "spin doctors" sia nientepopodimeno quella dell'Agnus Dei, l'offerta del martirio e della sofferenza fisica per riscattare e vincere il male del mondo.
Crapapelada come il Nazareno? Si , ma più modesto, malgrado lui abbia vinto la Champion Ligue e il palestinese no......
La Chiesa ha niente da dire rispetto a queste buffonate?
Scelta temeraria quella dei suoi sceneggiatori: e se poi il maturo Venditore non ha imparato bene la parte?
Se durante la sacra funzione del sacrifizio gli scappa il suo consueto, signorile, "viva la figa"?

7.12.09

Referendum svizzero, cancellare i simboli visibili.


Il risultato del referendum svizzero contrario alla costruzione di minareti è’ inequivocabile : noi razzisti “democratici” siamo tolleranti ed aperti, crediamo che tutti gli uomini siano uguali di fronte a Dio. Non intendiamo negare il diritto alla preghiera, però siamo per i diritti differenziati.
Così voi musulmani pregate nei garage, noi nelle cattedrali.
La strategia dei razzisti non è più quella storica dei nazisti e fascisti di una volta: tranne che per pochi decerebrati, non è più tempo di santo manganello, olio di ricino e galera agli oppositori.
I razzisti si sono evoluti: la Lega pratica una strategia più insidiosa, quella del razzismo “democratico”.
Come dice il grande Furio Colombo, giornalista emerito, “il razzismo duro e puro oggi si ammanta di bonomia paesana”.
Un esempio? “ Noi svizzeri non vogliamo che i minareti turbino la purezza del nostro paesaggio. Abbiamo votato no per ragioni urbanistiche, noi siamo per la tradition urbanistica: c’erano prima i minareti? No? Allora faut garder la tradition….”
Cancellare i simboli visibili dell’altro : questo è il nocciolo della strategia del razzismo “democratico” praticato dalla Lega.
Se non vedi il minareto non ti senti a casa tua, rimani clandestino e precario in una parte dell’anima, perdi l’orgoglio della tua appartenenza: gli islamici si devono sempre sentire ospiti di passaggio, anche dopo 20-30 anni di soggiorno.
Quando la cittadinanza e i diritti democratici agli immigrati in Italia? Secondo Bossi, celta devoto al dio Po ma con la croce nell’odiato Tricolore, mai.
Per certi versi è una situazione di rimozione di simboli analoga a quella di casa nostra.
Durante la festa della Vda non si suona Mameli perchè si tratta di un segno, pubblico e visibile, di appartenenza alla Repubblica: dunque da abolire.
Un ingenuo penserebbe che in proposito la Pdl valdostana e il centrodestra, dato il loro Dna, siano intervenuti con forza.
Invece silenzio assoluto, a nessuno di loro interessa veramente l'inno.
E la Sinistra, notoriamente insensibile ai valori dell’unità nazionale, almeno difende i suoi simboli di parte?
Ad Aosta la targa di Gramsci è intitolata solo ad “Antoine” perché, francesizzando il nome di battesimo, si cancella un’appartenenza ed un’esperienza storica.
Gli italiani dunque, di Destra e di Sinistra, si sono facilmente lasciati cancellare in Vda dalla cultura della “secessione leggera”.
La resistenza, la dignità culturale e politica, non sono il loro forte.
Per fortuna degli islamici che lavorano come schiavi in Svizzera, il profeta Maometto, sempre sia lodato il suo nome, era di una pasta ben diversa dagli italianuzzi valdostani: aveva previsto i trucchi del razzismo “democratico” di stampo leghista.
Il Corano prevede che il fedele islamico possa pregare in ogni luogo. Dio si può raggiungere in ogni ambiente, senza ori, senza orpelli e senza fanfare.
Così buona preghiera ai nostri amici islamici svizzeri, “in nome di Allah il clemente, il misericordioso”.
A proposito: a quando la prima moschea in Aosta? A quando una legge regionale che dia agli immigrati il voto?
La prima impresa la potrebbe progettare l’architetto Alder Tonino, così avremmo anche l’accordo del Pd, che mi sembra particolarmente sensibile ai temi dell’edificabilità.
Quanto al voto e al tema dei diritti politici degli immigrati, non vedo ancora un Fini nel Pd valdostano.