24.5.09

Salviamo la sede della società di mutuo soccorso di Pont


Sono assolutamente d’accordo con l’allarme lanciato da Romano dell’Aquila dalle pagine della Stampa.
È necessario mobilitarsi per salvare dalla demolizione la sede della gloriosa società di mutuo soccorso di Pont. Non si tratta di archeologia, ma di politica: chi conserva la nobiltà delle proprie radici politico-culturali si legittima anche nella società contemporanea.
Adesso che il muro di Wall Street, la favola del libero mercato dei monetaristi di Chicago e quella dello sviluppo senza fine dei manager alla cocaina è finita , adesso che persino gli Usa scoprono lo stato sociale, è bene che ognuno faccia i conti con la propria storia.
E’ all’interno del mondo operaio e della Sinistra che nascono e si sviluppano le prime idee di solidarietà, di mutuo soccorso.
Il mondo contadino? E’sede e custode della “tradition”, e dunque considera giusti gli assetti sociali dell’Ancien Régime: il padre-padrone, il lavoro minorile, le giornate lavorative di 18 ore, la schiavitù femminile, le streghe, il governo dei preti. Nessuna idea accolta dalle moderne società democratiche nasce dal pensiero contadino. Non la libertà di stampa, non il pluralismo politico, non la libertà di coscienza , non la rappresentanza tramite voto.
Il primo abbozzo di moderno stato sociale nasce con le ottocentesche società di mutuo soccorso..
Le prime idee socialiste, quelle che Craxi dilapiderà un secolo dopo, sono nobili e condivisibili. Nascono dal seno delle gente della fabbriche, quegli operai che tanto hanno dato alla storia politica ed alla crescita sociale del nostro paese.
Dunque la società di mutuo soccorso di Pont è un gioiello di famiglia della Sinistra, anche di quella attuale, sinistrata in mille rivoli, patetici e suicidi nel loro autolesionismo: è una testimonianza, un pezzo della nostra anima, una “racine” cui non bisogna rinunciare.
Salviamola, noi dal cuore rosso che non si vergogna di battere ancora: in un colpo solo possiamo contemporaneamente rispettare la storia ed anche noi stessi. Non succede spesso in Italia, in Vda quasi mai.
Non voglio che fra qualche anno si legga, sui soliti manualetti di propaganda unionista mascherati da libri di storia, che l’autonomia è stata fondata da Chanoux, l’aspirina è stata scoperta da Chanoux, lo stato sociale inventato da Chanoux, i diritti sindacali difesi da Chanoux e la legge sul lavoro minorile è stata scritta da Cerlogne.
Non lasciamoci togliere anche la dignità storica, visto che quella politica ce la siamo giocata da soli.

10.5.09

Per chi votare alle europee? Consigli per gli elettori.


Non c’è nessuna possibilità razionale di scalfire l’armata televisiva della Silviofiction, per cui credo che la nostra traversata del deserto, a pane e acqua, durerà almeno 20 anni.
Colpa di quegli scienziati ex Pci ed ex Dc con la puzzetta sotto il naso, che non hanno capito come la Tv commerciale, se non contrastata da programmi di servizio pubblico e da una scuola efficiente, sia la più radicale rivoluzione mai avvenuta sulla terra.
Più di quella francese e sovietica o cinese.
La Tv commerciale ha mutato le istituzioni, la religione, la guerra e la pace, il lavoro, ma soprattutto i comportamenti quotidiani, il modo di consumare, vestire, divertirsi, fare all’amore, studiare, persino di morire: ora il 60% delle persone decide solo in base alle immagini, ossia grazie al nulla truccato da telenovela.
Di fronte a questa mutazione epocale, più sconvolgente dell’invenzione della ruota e del fuoco, la Binetti ha risposto col cilicio.
D’Alema, Veltroni e i tromboni dell’operaismo al cashmere?Rispettivamente con due Tv locali, che irradiano da Roma ad Orte per magnificare i loro due capetti, e con le lezioni di uno psicanalista da salotto.
I pochi che hanno capito quanto si preparava e cercato di resistere, ossia alcuni giornalisti coraggiosi, sono stati irrisi come molesti dal Centrosinistra, perseguitati, calunniati ed intimiditi dai berlusconisti.
Nessuno li ha protetti: il Pd è arrivato al punto di non ricandidare alla Camera Beppe Giulietti, un’eroe del sindacalismo serio e della lotta per la libertà di stampa, sostituito in lista con qualche squinzia veltroniana.
Dunque, in epoca di guerra e di Caporetto , bisogna scegliere combattenti veri, gente che abbia sofferto e pagato per le sue idee. Quindi ragionerò col cuore e col sentimento, privilegiando coraggio e coerenza delle persone.
Sandro Bortot è una ventata di aria pura, dopo 40 anni di lotte è rimasto uguale a sé stesso , si batte per principi ed ideali. Con la Sinistra valdostana , quella degli architetti della pagnotta, non è nemmeno parente.
Ve lo segnalo insieme al mio grande ed amatissimo Diego Novelli, ex sindaco di Torino, esemplare politico e direttore di giornale, giornalista dalla schiena dritta , maestro di etica politica e professionale: scrivere con lui su Nuovasocietà è un privilegio.
Volete lo slogan con cui la sua giovanissima redazione lo saluta?: “non mi spezzo, non mi piego, sto con Diego!”
Lorella Vezza, Carlo Vulpio e Luigi De Magistris sono persone esemplari, lottatori veri: non dicono quello che conviene per fare carriera, ma quello che suggerisce la loro coscienza umana e professionale, anche a costo di rimetterci. E poi sono in lista con Antonio Di Pietro, che io ammiro e rispetto tanto da averlo ribattezzato “Gattuso”: quando le partite diventano dure, chi non vorrebbe 10 “gattusi” in squadra?
Roberto Louvin mantiene in piedi la prospettiva del Galletto, dunque l’idea, sconosciuta al localismo etnico, che la democrazia preveda un’alternanza democratica nelle istituzioni. Solo per questa ragione meriterebbe apprezzamento e sostegno.
Ultima notazione: chiunque votiate, non cadete nella trappola vieriniana, la cui corrente imposterà la campagna anti Pdl e anti Marguerettaz sulla Resistenza al Fascismo incombente, suggerendo che basta parlare patois, giorno e notte, per essere antifascisti.
Il nocciolo dell’ideologia vierinista è infatti basato sulla mistificazione che il fascismo sia stato e sia un fenomeno “italiano”, da cui i valdotains sono stati mòndi per natura, e che può essere sconfitto accentuando la diversità linguistica.
E’ una balla strumentale per accrescere il razzismo identitario anti-italiano: non cadete nella trappola, non c’è alcun pericolo nero, alcun fascismo alle porte. Il peronismo mediatico del Berluska non è merce “italiana”, che qui non ha attecchito: infatti è stato molto ben imitato e praticato da Caveri.
Borluzzi non è Farinacci, non capeggia squadracce, molte sue affermazioni sulla libertà di cultura sono intelligenti e condivisibili.