Raimondo Donzel smentisce la CGIL scuola con un clamoroso voltafaccia: sì alla scuola completamente regionalizzata.

Intanto, per festeggiare Carnevale, in Valle impazzano le telenovelas del mondo delle spie.
Paiono tornati i bei tempi in cui, grazie alla segreteria Monti, il presidente della Giunta Dino Vierin era il vero segretario della CGIL. La linea Donzel si precisa in politica come la riedizione in copia carbone della peggior Gauche Valdotaine, quella dei Ferraris e Tonino.
Ridotto il Pd ai minimi storici, dilaniato da correnti, dilapidato il patrimonio delle primarie, Donzel ora veleggia verso la completa solitudine all’ombra dell’Union e contro il Galletto.
Il “noi da soli” in bocca a Rifondazione, Comunisti italiani e sinistrati vari è patetico. Perché in bocca a Donzel e Tonino diventa lungimirante?
La deriva politica della regione intanto sfiora la riedizione degli anni 50: un uomo solo al comando, e intanto i clericali al governo infettano la laicità delle istituzioni nate dalla Resistenza. Ora grazie ai parà del Signore vanno di moda i memoriali delle spie, ma dal Sismi del generale Pollari siamo passati al Sid della strage di piazza Fontana.
Dopo Renato Betulla Farina ora in piazza Deffeyes vanno di moda i documenti di Guido Giannettini, uomo di fiducia del generale Aloja e teorico al convegno Parco dei Principi ( Roma, 3 –5 maggio 1965) della “guerra rivoluzionaria”.
Ossia della strategia della tensione (detta dagli Stati maggiori “guerra a bassa intensità”) che insanguinerà l’Italia per 25 anni, massacrando circa 3000 persone fra cui l’onorevole Moro.
La signora Mary Pace, una discepola del “giornalista” Giannettini, condannato all’ergastolo per la strage di piazza Fontana dalla corte di Catanzaro il 23 febbraio 1979 e assolto in Appello per insufficienza di prove dalla corte di Catanzaro il 20 marzo 1981, ora ha dato alle stampe un libro (pagato dalla Regione?Acquistato dalla Regione?) sulla morte del deputato valdostano Corrado Gex.
Miele per la paranoia persecutoria del localismo valdostano, che da sempre tenta di mascherare gli sfacciati privilegi della Regione autonoma con piagnistei persecutori di assoluta spudoratezza, degni della Calabria.
“Dacci oggi il nostro martire quotidiano” è da tempo immemore lo slogan dell’Union, che sempre opera all’interno dello schema culturale “la pauvre Vallèe d’Aoste exploitée par Rome”.
In questo caso lo spione Giannettini, riconosciuto tale grazie ad Andreotti nel 1974, lungi dallo spiegarci la sua funzione nella stagione dei bombaroli fascisti suoi discepoli, rivela un segreto degno del carnevale della Coumba Freida: il KGB avrebbe sabotato l’aereo del povero Gex.
Costui, ingenuo ragazzo di campagna e puro di spirito in quanto montanaro ed allievo di don Nouchy di Arnad, sarebbe stato sedotto da una perfida cittadina della corrotta Roma, spia del Kgb e dunque doppiamente fornita di arti malefiche.
Come noto, per i preti valdostani teologicamente moderni e avanzati il diavolo è sempre femmina, sempre di città e sempre comunista, mentre gli angeli abitano le cime, sono contadini o allevatori e parlano patois.
Confuso dal vortice della passione ( della serie: “potenza della gnocca”…), Gex diventa collaboratore riluttante del KGB da cui, presto ravveduto (sempre grazie alle prediche di don Nouchy?), vuole allontanarsi.
Che fa allora il KGB? Lo accoppa e the end, pronti per Elisa di Rivombrosa.
Alla nascita di Libera-Valle d’Aosta, l’associazione di don Ciotti contro le mafie, a sentire il presidente Nando Dalla Chiesa , malgrado gli inviti diramati, non c’era un’autorità regionale o comunale.
A sentire la telenovela su Gex ispirata dallo spione Giannettini c’erano il presidente –prefetto Rollandin, il presidente del Consiglio Cerise e l’assessore regionale all’istruzione Laurent Vierin.
Sapete come finirà? Che nella scuola regionalizzata valdostana si insegnerà che le bombe di piazza Fontana, piazza della Loggia, dell’Italicus e di Bologna non sono state messe per impedire che la Sinistra andasse al governo, No, i bombaroli fascisti le hanno messe per impedire il piano regolatore di Introd e l’apertura della circonvallazione di Porossan!
I valdostani adorano passare per perseguitati, soprattutto quando i morti per violenza ce li mettono gli altri.
Paiono tornati i bei tempi in cui, grazie alla segreteria Monti, il presidente della Giunta Dino Vierin era il vero segretario della CGIL. La linea Donzel si precisa in politica come la riedizione in copia carbone della peggior Gauche Valdotaine, quella dei Ferraris e Tonino.
Ridotto il Pd ai minimi storici, dilaniato da correnti, dilapidato il patrimonio delle primarie, Donzel ora veleggia verso la completa solitudine all’ombra dell’Union e contro il Galletto.
Il “noi da soli” in bocca a Rifondazione, Comunisti italiani e sinistrati vari è patetico. Perché in bocca a Donzel e Tonino diventa lungimirante?
La deriva politica della regione intanto sfiora la riedizione degli anni 50: un uomo solo al comando, e intanto i clericali al governo infettano la laicità delle istituzioni nate dalla Resistenza. Ora grazie ai parà del Signore vanno di moda i memoriali delle spie, ma dal Sismi del generale Pollari siamo passati al Sid della strage di piazza Fontana.
Dopo Renato Betulla Farina ora in piazza Deffeyes vanno di moda i documenti di Guido Giannettini, uomo di fiducia del generale Aloja e teorico al convegno Parco dei Principi ( Roma, 3 –5 maggio 1965) della “guerra rivoluzionaria”.
Ossia della strategia della tensione (detta dagli Stati maggiori “guerra a bassa intensità”) che insanguinerà l’Italia per 25 anni, massacrando circa 3000 persone fra cui l’onorevole Moro.
La signora Mary Pace, una discepola del “giornalista” Giannettini, condannato all’ergastolo per la strage di piazza Fontana dalla corte di Catanzaro il 23 febbraio 1979 e assolto in Appello per insufficienza di prove dalla corte di Catanzaro il 20 marzo 1981, ora ha dato alle stampe un libro (pagato dalla Regione?Acquistato dalla Regione?) sulla morte del deputato valdostano Corrado Gex.
Miele per la paranoia persecutoria del localismo valdostano, che da sempre tenta di mascherare gli sfacciati privilegi della Regione autonoma con piagnistei persecutori di assoluta spudoratezza, degni della Calabria.
“Dacci oggi il nostro martire quotidiano” è da tempo immemore lo slogan dell’Union, che sempre opera all’interno dello schema culturale “la pauvre Vallèe d’Aoste exploitée par Rome”.
In questo caso lo spione Giannettini, riconosciuto tale grazie ad Andreotti nel 1974, lungi dallo spiegarci la sua funzione nella stagione dei bombaroli fascisti suoi discepoli, rivela un segreto degno del carnevale della Coumba Freida: il KGB avrebbe sabotato l’aereo del povero Gex.
Costui, ingenuo ragazzo di campagna e puro di spirito in quanto montanaro ed allievo di don Nouchy di Arnad, sarebbe stato sedotto da una perfida cittadina della corrotta Roma, spia del Kgb e dunque doppiamente fornita di arti malefiche.
Come noto, per i preti valdostani teologicamente moderni e avanzati il diavolo è sempre femmina, sempre di città e sempre comunista, mentre gli angeli abitano le cime, sono contadini o allevatori e parlano patois.
Confuso dal vortice della passione ( della serie: “potenza della gnocca”…), Gex diventa collaboratore riluttante del KGB da cui, presto ravveduto (sempre grazie alle prediche di don Nouchy?), vuole allontanarsi.
Che fa allora il KGB? Lo accoppa e the end, pronti per Elisa di Rivombrosa.
Alla nascita di Libera-Valle d’Aosta, l’associazione di don Ciotti contro le mafie, a sentire il presidente Nando Dalla Chiesa , malgrado gli inviti diramati, non c’era un’autorità regionale o comunale.
A sentire la telenovela su Gex ispirata dallo spione Giannettini c’erano il presidente –prefetto Rollandin, il presidente del Consiglio Cerise e l’assessore regionale all’istruzione Laurent Vierin.
Sapete come finirà? Che nella scuola regionalizzata valdostana si insegnerà che le bombe di piazza Fontana, piazza della Loggia, dell’Italicus e di Bologna non sono state messe per impedire che la Sinistra andasse al governo, No, i bombaroli fascisti le hanno messe per impedire il piano regolatore di Introd e l’apertura della circonvallazione di Porossan!
I valdostani adorano passare per perseguitati, soprattutto quando i morti per violenza ce li mettono gli altri.
