16.4.09

Accordo UV-Pdl per le Europee e appello di Vierin ai valori della Resistenza? No grazie, stavolta resistete voi.






Adesso, dopo la decisione strategica dell’Union di andare con chi comanda a Roma, temo ci sarà uno strumentale risveglio dell’antifascismo coccodè, tanto per presentare il Popolo delle Libertà e Borluzzi come le squadracce di Italo Balbo.
I valdostani adorano i pericoli inventati, così si sentono eroi a buon mercato.
Amici, non cascateci: è l’ennesimo trucco della kulture valdotaine. Nella cronaca delle prime ascensioni agli 8000, il nome degli sherpa che spesso arrivavano per primi in cima non è nemmeno menzionato, visto che la vicenda la narravano i padroni inglesi.
La storia del PCI valdostano è sostanzialmente quella di un sherpa consenziente alla sua cancellazione per mero machiavellismo: nel primo dopoguerra gli eroi e i morti rossi durante il fascismo e la Resistenza sono stati rinnegati e dimenticati dai loro compagni.
Il fine?
Consentire all’Union, nata a lotta finita, di nascondere il movimento separatista filo-francese finanziato da De Gaulle, mascherandolo da movimento resistenziale.
In cambio( siamo durante la guerra freddissima!), il Pci sarebbe stato legittimato a governare la piccola regione insieme ad un movimento cattolicissimo e contadino quale l’Union.
Siglato il patto scellerato rinnegando i propri morti e la propria lotta valdostana, ai comunisti però serviva tenere vivo l’antifascismo, perché il pericolo della Destra allora non era inventato come adesso..
Così venne propinato ai gonzi il mito dell’Union monopolista dell’antifascismo. Uno scambio: “noi ci abbiamo messo i morti, però acconsentiamo che voi vi prendiate tutti i meriti. In cambio ci legittimate a governare adesso (1955-1956)”.
Per questo, con l’assenso del Pci, la misera ed eroica fine del povero notaio Chanoux fu subito promossa a fulgido esempio della lotta……. che altri avevano condotto più duramente, più a lungo e pagando un prezzo più alto.
Risultato: il mito resistenziale fondante, insegnato nella scuola valdostana da 50 anni, fu che il “capo” della Resistenza valdostana era Chanoux.
Aveva fatto tutto da solo? Si, e anche l’autonomia era figlia sua, concepita grazie alla carta di Chivasso.
Cancellata la Costituente di Terracini, che firmò lo Statuto Speciale, e il fatto la carta fosse opera di altri, soprattutto pensatori azionisti valdesi.
Insomma la filosofia unionista fu chiara fin dall’inizio: il bene per la Vallèe non viene mai da fuori, tutto ciò che è positivo viene da dentro . I partiti nazionali sono come gli sherpa: muli da noleggiare, da bastonare e da non nominare mai, tanto in cima ti ci portano lo stesso!
Dunque scomparvero dalla storiografia locale e dalla memoria collettiva Pietro Carral ( 5 anni di galera dal 1928 al 1933), i garibaldini di Spagna ( sette:Giuseppe Vuillermin, Giovanni Savoye, Giovanni Martinet, Attilio Domaine, Eugenio Dudainaz. Poi tre caduti nella difesa di Madrid: Francesco Garavet, Filiberto Lateltin e Florio Saudato).
Poi Emilio Lexert, morto nel 1944 al comando della 183 brigata Garibaldi, Giovanni Chabloz, i fratelli Manganoni e Sergio Graziola, ossia la cellula clandestina della Cogne, operante dal 1941.
Scomparve anche Ida Désandrè, presenza viva ed imbarazzante per i falsi sinistri che si sono venduti la loro storia, e che attendono con sollievo che cessi il disturbo della sua testimonianza: Ida venne incarcerata perchè suo marito era del Pci clandestino.
Ma allora i rossi nelle Resistenza valdostana c’erano?
Per tutte queste ragioni, nell’imminenza del XXV Aprile prevedo un diluvio di manifestazioni antifasciste di maniera, proprio da parte di quegli ex PCI-PDS-DS- Gauche valdotaine e PD così solerti nel vendere l’antifascismo all’Union, che in cambio ha assicurato loro confortevoli carriere nella pubblica amministrazione.
Non andate a queste buffonate elettorali e strumentali. Vogliono lottare contro Borluzzi? Lo facciano da soli.

8 Commenti:

Anonymous Vincenzo Calì ha detto...

Il Pd si è liberato con determinazione del Galletto per dimostrare all'Uv la sua rinnovata propensione al servilismo. Si è prostrato ai piedi del partito padrone con l'offerta di apparentamento, ben sapendo che sarebbe stata rifiutata. Serviva a mettere sul piatto un nuovo servigio. Adesso, dall'isolamento in cui si trova, persa ogni credibilità, gioca la carta dell'antifascismo vintage. Il Pd "baluardo" contro la "cultura reazionaria", apprendiamo da un titolo del Travail degno di "Lotta Comunista", ma non di oggi, di trent'anni fa. Pur di non parlare dell'autoritarismo che opprime la Valle d'Aosta di oggi, quello del regime unionista, il Pd cambia discorso cercando di rianimare categorie ormai mummificate, che non c'entrano nulla con le vere questioni in gioco. Prevedo anch'io una campagna elettorale del pci-pds-ds-pd incentrata sull'antifascismo di maniera, corredata magari da grigi volantini "ciclostilati con mezzi propri". Riuscirà a recuperare il voto di qualche novantenne, magari vieriniano?
L'Uv, da parte sua, con questa manovra spericolata si è dimostrata preoccupata e nervosa. L'apparentamento con il PdL (trangugiando l'amarissimo sciroppo Borluzzi) doveva servire a rabbonire gli esponenti del governo, ma Brunetta sta seminando nuova inquietudine...

20 aprile 2009 22.43  
Anonymous bruno courthoud ha detto...

concordo con l'analisi storica dell'editoriale e con il commento di vincenzo: l'antifascismo e la resistenza degli autonomisti, regionalisti, federalisti, separatisti o come cavolo li si voglia chiamare, non ha niente a che vedere con l'altra resistenza, e men che mai con quella comunista. Potremmo parlare di due o più resistenze con finalità diverse.
Nel dopoguerra le due resistenze (quella autonomista e quella comunista), pur non avendo praticamente nulla in comune, si sono apparentate, per opportunità politica, in nome di un comune, ma diverso concetto dell'antifascismo, e l'equivoco si è prolungato fino ai giorni nostri, grazie anche e soprattutto alla condiscendenza prima del PCI e poi giù giù fino ai DS.
Credo che questa sia buona materia per chi vorrà riscrivere o scrivere la nostra storia recente.
L'equivoco ora non può più stare in piedi, con la effettiva presa di potere da parte dell'UV, la quale è costretta a svelare il suo vero volto di sempre(micronazionalista, se proprio non vogliamo usare il termine "fascista").
Patetico il PD locale, che fa un salto indietro nel tempo di non so quanti anni, e non sa fare altro che rispolverare gli slogan e la politica del defunto PCI: "in nome dell'antifascismo e per il partito".
Vocazione al suicidio?
Miopia?
Nostalgia per i vecchi tempi?

21 aprile 2009 23.46  
Blogger giorgio.b ha detto...

Gli uomini politici, i delusi della politica, gli uomini di sinistra e centrosinistra che in genere dopo le strane evoluzioni espresse ultimamente nel teatrino politico valdostano, ne sono piene le cronache dei media locali, adesso si schierano ripetutamente, pure nei blog locali, in maniera astiosa e risentita nei confronti del Pd... Qualunquismo, populismo, delusioni subite per progetti evolutisi in maniera non consona alle proprie volontà hanno portato alcuni incerti e confusi a confluire in altri partiti atomizzati.

Mi auguro, una volta terminata la ricostruzione e la messa in sicurezza del partito democratico, che voi tanto disprezzate, che poi non finisca come al solito. Non continuiate a praticare con lo strumento parole, la voglia di distruggere il vostro nemico assoluto e totalizzante che ormai riconoscete nel Pd. Un partito che è comunque l’unica espressione di una sinistra seppur moderata, ma comunque progressista e presente nelle istituzioni valdostane. Spero che non succeda come al solito che poi si chieda perdono e tutto finisca nel “dimenticatoio”. E' ora, coi problemi che ci sono in Italia, e più ancora in Valle d’Aosta, che questa gente smetta di farsi pubblicità biasimando e infangando i valori di riferimento di molti uomini e molte donne, certamente molto meno reazionari di voi.

Se il Pd, come dice qualcuno cambia discorso cercando di rianimare categorie ormai mummificate, allora vuol dire che l’estensore di questo "Editoriale" non dovrà fare altro che allinearsi all’Italia populista ridotta così da falsi miraggi e da inutili lotte condotte solo per ridurre la sinistra allo stato in cui si trova. Un po’ come è successo alla Cgil valdostana, che a forza di ascoltare alcuni soloni estremisti, per produrre vuoto pneumatico e promettere l’impossibile, ha svuotato le sue fila e ha fatto correre gli ultimi lavoratori di sinistra valdostani in sindacati di destra e unionisti. Bene, bravi, continuate così. Noi saremo anche patetici nel fare il salto indietro nel tempo di non so quanti anni, ma questa, cari amici, non è vocazione al suicidio. E’sopravvivenza, è ancora una delle poche armi che c’è rimasta per contrastare il dilagante populismo di destra che mettete in circolo e che rischia di annullarci tutti indistintamente.

Mi meraviglia il fatto che l’estensore dell’Editoriale possa essere completamente d’accordo con voi, voi che con i vostri scritti avete sconvolto i concetti dell’antifascismo. Leggetevi il discorso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano tenuto al Teatro Regio di Torino sul 25 aprile. Giorgio Napolitano, ha sottolineato che «La Costituzione repubblicana non è una specie di residuato bellico». Essa poggia «sui valori maturati nell’opposizione al fascismo, nella Resistenza» e fu concepita aprendosi alle «imprevedibili evoluzioni e istanze del futuro. Non fu mai un manifesto ideologico o politico di parte, e legge fondamentale, architrave dell’ordinamento giuridico e dell’assetto istituzionale». Questo lo pensate solo voi.

24 aprile 2009 21.50  
Anonymous bruno courthoud ha detto...

antifascismo o "antifascismi"? L'antifascismo è stato di un sol tipo e gli antifascismi sono tutti uguali? c'è stato antifascismo ed antifascismo? l'antifascismo di Emile Lexert è paragonabile all'antifascismo di Emile Chanoux?
E venendo al dopoguerra, quando l'UV e il PCI parlavano di antifascismo, parlavano della stessa cosa e avevano le stesse prospettive politiche?
Secondo me parlavano entrambi di antifascismo, ma con prospettive politiche molto diverse.
Che cosa intende oggi il PD quando parla di antifascismo? Che cosa intende oggi l'UV quando parla ancora di antifascismo?

24 aprile 2009 22.44  
Anonymous roberto mancini ha detto...

Non voglio infierire su questi devoti Pd, sempre d'accordo con l'ultimo segretario in carica: prima Veltroni, poi Franceschini, ora e sempre Donzel. Quasi che il segretario sia una figura religiosa: come per gli integralisti cattolici, per i quali ogni papa è stato meraviglioso.Quando si dice la fede cieca!
Io sarei però per il prossimo segretario PD, una donna: questa Veronica Lario mi sembra abbia proprio le palle!

29 aprile 2009 13.56  
Anonymous Vincenzo Calì ha detto...

L'altra sera c'era il figlio di Guareschi ad Aosta. Che avesse saputo del ritorno dei trinariciuti tra queste montagne?
In quanto alla prossima guida del Pd, la "Signora" non sarebbe male, se non fosse troppo preoccupata della spartizione dell'eredità tra i figli suoi e quelli di primo letto di B.
Che diresti di Fini?

30 aprile 2009 9.49  
Anonymous roberto mancini ha detto...

Fini va benissimo, solo tre anni or sono, prima della sua presidenza, invocava il diritto di voto per gli immigrati. Vi immaginate Nicco che si batte per il voto ai marrocchini in Valle? Io no....
La signora è giustamente attenta al patrimonio, ma il suo merito di decoro è enorme. Pensa quanto sputtana i giornalisti che sanno ogmi cosa dei veri costumi imperiali, e tacciono per far carriera.
E'interessante notare nel Cavaliere la stessa bivalenza della propaganda fascista: da un lato Dio, Patria e Famiglia con la Chiesa benedicente. Dall'altro il Duce sciupafemmine, con due palle così,sempre roventi, perchè "l'omo è omo", si sa.
In questi casi, come noto, la Chiesa pensa ai finanziamenti per la scuola privata e si distrae...
A differenza di donna Rachele, sempre sottomessa al Duce malgrado le distrazioni maritali, donna Veronica mi sembra meno mansueta.
Ora però la controffensiva di immagine del Berluska avverrà con l'artigleria pesante di "Chi"e di"Novella 3000",che combinerranno una bella riconciliazione fotografica tra coniugi, di quelle spontanee e veritiere come i televoti di Lele Mora.
Se la Sinistra avesse capito che Sandro Mayer e Signorini sono due attivisti politici più temibili di Fede, non saremmo nella merda in cui siamo.

30 aprile 2009 14.54  
Anonymous bruno courthoud ha detto...

e a livello regionale, perché non rollandin?

1 maggio 2009 13.35  

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