28.10.08

Marx rivaluta marx


Dopo il crollo del muro di Wall Street, l’arcivescovo di Baviera rivaluta Karl Marx. Panico nell’ ex Gauche Valdotaine: e noi, che per essere moderni e riformisti della mutua , ci siamo studiati il pensiero di Batezar?
Come arcivescovo di Baviera, è successore di papa Ratzinger. Inoltre è membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, un carica di peso.
Si chiama Reinhard Marx, cardinale, ed ha appena espresso dichiarazioni sconvolgenti per la Gauche valdotaine:”nella sua analisi del capitalismo Karl Marx aveva visto giusto, è un errore considerarlo morto, il movimento marxista ha cause reali e pone questioni giustificate”. E ancora :” con il tipo di capitalismo ereditato dalla Seconda Guerra mondiale non andiamo lontano, un capitalismo senza un quadro etico è nemico del genere umano… bisogna chiedere scusa a Marx per averlo spedito nel dimenticatoio”.
Se penso alla Gauche valdotaine, e a gente come Alder Tonino, Giulio Fiou, Piero Ferraris, Gianni Rigo che fin dagli anni 80 si sono prudentemente convertiti allo studio del pensiero ( e della prassi….) di Dino Vierin ed Augusto Rollandin, mi scappa da ridere.
Vi ricordate “il salario variabile indipendente dal lavoro”, una delle peggiori cazzate del 1968? Era lo slogan di Democrazia Proletaria, cui era iscritto Enrico Monti, in attesa della conversione localista che lo raggiunse.
Bene, tutti i supermanager che hanno mandato a puttane il turbocapitalismo iper-consumista di Wall Street, hanno applicato questo principio sessantottino! Si sono assegnati super-stipendi, indipendentemente dai risultati ottenuti dalla loro azienda.
In campo valdostano un luminoso esempio di questo principio è offerto dallo stipendio di consulente Casinò di quel pericoloso marxista-leninista di Ivo Collè, supermanager convoglia-clienti verso Saint Vincent.
Saremmo curiosi di sapere se il suo compenso sia commisurato ai risultati, e quali siano stati questi, nell’ultimo anno.
Allegri, scoperto il secondo complotto per accoppare Obama, che tutti speriamo seppellisca il partito di Bush.
Questa volta la security ha funzionato, perché controlla i nazi. Ma l’intento di questi goffi complotti è proprio quello, voluto, di farsi scoprire per spostare l’attenzione della security e dell’opinione pubblica sull’estrema destra.
Così entrambe lasciano sguarnito il campo opposto, quello in cui si prepara il colpo vero e serio, da attuare quando Obama sarà alla Casa Bianca.
Poiché appartengo alla generazione che ha avuto l’onore di sperimentare i metodi di Francesco Cossiga come ministro degli Interni, scrivo qui una fiction televisiva , tanto sono parole in libertà, analisi da bar, un copione fantasy :
I texani del petrolio faranno accoppare Obama da un nero ( possibilmente convertito all’Islam….) , foraggiato, diretto, controllato ed allevato da una delle 40 agenzie segrete Usa.
Fra breve, insediato Obama presidente in caso di vittoria, rinasceranno come per incanto le “black panthers”e i movimenti neri radicali, tenuti “in sonno” dai Servizi per utilizzarli al momento opportuno.
Voi però non cascateci: saranno una succursale infiltrata , come il circolo XXII Marzo di Pietro Valpreda, in cui su 10 iscritti 5 erano spie infiltrate.
Cosa dirà l’assassino, formalmente iscritto al black power , dopo il colpo? “L’ho fatto perché Obama era un traditore della nostra gente”. Si chiama “disinformatia”. Chiaro il giochino? ricordatevi di Kennedy………

23.10.08

Con il bisteccone tubercoloso l’allevatore diventa nervoso!

Il nucleo politico di quanto sta succedendo nelle stalle , luogo della più potente lobby elettorale valdostana e brand della “valdostanidad”, lo ha esposto con chiarezza Bernard Clos, allevatore di Jovencan e presidente della potentissima congregazione degli “ Amis des batailles des reines”:”come cittadino non comprendo quella che considero un’ingerenza. Una destabilizzazione del nostro autogoverno. Ma come, non si è forse capaci in Valle di far controlli sanitari o inchieste giudiziarie?”.
E ancora. Edy Henriet, presidente dell’Arev ( associazione allevatori valdostani) ad Aostasera: “gli allevatori sono furiosi, non capiscono il perché di tali azioni, ho la sensazione che la Procura di Torino stia prendendo un grosso abbaglio e non si capisce come mai i Nas di Aosta non sappiano nulla di questa inchiesta”.
Ancora Clos: “nonostante i torti che stiamo subendo, siamo galantuomini”.
E ancora. “questi Nas si presentano nelle nostre stalle sotto la parvenza di un’inchiesta di cui nessuno sa niente..”
Ecco la risposta della politica con Aurelio Marguerettaz: “è questo un percorso gestito dalla magistratura inquirente di cui non sappiamo nulla, questi controlli nulla hanno a che fare con quelli dell’assessorato all’Agricoltura, gli allevatori devono sapere che non possono ostacolarli”.
Traduco dal politichese, senza nemmeno troppa malizia?
“L’autonomia vuol dire avere la magistratura al guinzaglio de nos atres, fatta in casa o comunque resa amica, cioè inoffensiva.
Perché il presidente della Giunta non è anche presidente del Tribunale? Perché non ci eleggiamo i nostri giudici ( Bossi), così tutto resta aumma –aumma in famiglia patoisante?
Le inchieste giudiziarie sono un’ingerenza straniera, un complotto dei giudici centralisti e anti-valdostani, un attacco all’autonomia. Non abbiamo qualche amico dell’Union tra i Nas e i giudici di Aosta, gente fidata che ci dica cosa sta succedendo? Non siamo capaci di condizionamento ambientale anche in quegli ambienti?
Marguerettaz: “noi che vi battiamo i voti non c’entriamo niente, ma attenzione che non potete sottrarvi a questi controlli, purtroppo questa è una cosa seria, mamma Regione non può proteggervi come al solito.”
Tutti: “forse con la Procura di Torino non la tacconiamo facilmente, ma allora non siamo maitres-chez nous? Non siamo più liberi di eludere ogni controllo e di avvelenare i consumatori di carne e latte?”
Noi consumatori, senza strepito e lungi dall’essere colpevolisti a priori, attendiamo con fiducia l’esito dell’operato dei Nas torinesi.
A me le loro indagini danno più fiducia di quelle regionali.
In attesa dei risultati, la dieta di latte e carne montagnardi, se la segua Marguerettaz.
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11.10.08

La risposta valdostana alla crisi di Wall Street


La risposta valdostana alla crisi di Wall Street: vogliamo un seggio al Parlamento europeo! Perché non un posto nel G8 per la “pauvre Valleè d’Aoste”?

Di fronte alla devastante crisi del turbocapitalismo iper-liberista , ispirato dai monetaristi di Milton Friedman e realizzato militarmente dall’attore Ronald Reagan e dagli attuali avventurieri guerrafondai texani, uno si aspetterebbe che anche in Valle la Sinistra desse segni di vita. Niente, elettroencefalogramma piatto!
Il mondo rischia di andare a puttane e quella che Sandri troppo generosamente ha chiamato “sinistra locale” si rifugia nel tranquillo tran-tran montagnardo: l’onorevole Roberto Nicco, sul periodico di Renouveau, si fa parte diligentissima nel difendere il sacrosanto diritto valdostano ad avere un seggio in Europa. Un vero super-valdostano!
Continua la cinquantennale opera di gregariato e di subalternità politico-culturale di questi sedicenti sinistri nei confronti dell’accattonaggio unionista, prima verso lo Stato italiano, ora verso l’Europa, domani verso la Cina, se questa diventasse potenza egemone.
Scoppiasse la guerra planetaria, questi boeri di montagna in mezzo al fall-out atomico si preoccuperebbero solo dei buoni –benzina, ossia di blindare i privilegi valdostani, naturalmente travestiti da “diritti sacri!”
Dunque mentre la “sinistra locale” cerca di interpretare la crisi economica sulla base del sofisticato pensiero dell’abbè Cerlogne, dei quadri di Mus e della prossima festa delle vacche, mi permetto di consigliare alcune letture, particolarmente utili per capire quanto sta succedendo.
Di Naomi Klein sono ormai classici sia “No logo” sia “Shock Economy”.
Qualcuno aveva previsto il bordello? Qualcuno aveva ammonito i poveri cittadini del pericolo? Qualcuno, di fronte ai brokers cocainomani che dai teleschermi incitavano i pensionati ad investire nei bond argentini, aveva suonato l’allarme?
Rileggetevi “ Pandemonio”, un libro di Giorgio Bocca edito nel 2000, ossia quando l’autore aveva 80 anni. Un testo semplicemente profetico.
Giudicate voi, cito da pagina 91 :…..” la globalità è ricca, pervasiva, corruttrice, vincente, ma non è riuscita a superare uno solo dei rischi che pesano sull’umanità, ecologici, nucleari, sanitari, sociali alimentari. Chi non vede che il suo rapporto con la democrazia, cioè la libertà, è a senso unico? Che la democrazia è tollerata a patto che non funzioni, che non intralci?
…….Diffidate del nuovo! almeno non fatevi incantare. Il mondo nuovo, l’ordine nuovo con il loro seguito di fallimenti e stragi. E ora anche il pensiero unico del neo-liberismo, che però è quello, antichissimo, del “prendi i soldi e scappa”.