Giornalisti pinguini?
Ecco come l’Union vuole l’informazione: Le sentenze, emesse in nome del popolo italiano, secondo Cerise non sono pubbliche, ma riservate. I giornalisti? Pinguini sordomuti, ma con la giacca !
La deriva consumistico-autoritaria imposta alla società italiana dal berlusconismo arriva in Vda con caratteri particolari. Soprattutto il suo vettore politico culturale non è il PDL, che comunque conta poco, ma l’Union. E’ infatti dell’Union Luciano Caveri, il governante rossonero più simile a Berlusconi per temperamento, carattere ed amore della presenza mediatica. E’ rossonero il presidente Cerise, autore di una sconcertante secretazione della sentenza con cui la corte di Appello di Torino ha sancito l’ineleggibilità dei consiglieri Laniece e Norbiato.
Un atto degno di Alfano e Ghedini, il premiato duo cui il Berluska ha affidato il compito di scardinare il dettato costituzionale nell’ambito della Giustizia.
Cerise ha commesso un atto di enorme gravità: come infatti noto anche ad un iscritto al Manzetti di 14 anni, le sentenze dei Tribunali vengono emesse “in nome del popolo italiano”. Dunque niente è più pubblico di una sentenza, che dev’essere conosciuto e conoscibile al popolo perché emessa in suo nome
L’ accessibilità di una sentenza è anche sintomo di democrazia , che non può occultare la trasparenza: solo nei regimi autoritari non si possono conoscere le ragioni per cui si è condannati. Oppure per cui si è incarcerati.
Devo ricordare che Guantanamo, dove i consiglieri regionali valdostano non vanno in viaggio premio perché non ci sono i principi di Monaco e c’è poca gnocca, è stato condannato dalla stessa Suprema Corte Americana per la violazione di questo principio?
Non si possono incarcerare le persone senza un’imputazione, non si possono condannare per ragioni misteriose. In caso di condanna, le ragioni devono essere pubbliche, ossia conosciute. Questa è la quintessenza della democrazia.
Attenzione dunque quando si usa il termine “fascismo”. Il fascismo odierno può presentarsi come una sottile deriva autoritaria, più insidiosa perché meno appariscente delle sfilate in orbace. Ad esempio dilatando il concetto di “riservatezza” in maniera abnorme, sostenendo che gli “atti riservati” giungono fino ai dispositivi di sentenza delle corti d’Appello.
Corollario freudiano a questa concezione della “democrazia riservata” ( cioè autoritaria!), il nuovo regolamento della presidenza del Consiglio, che si occupa del “decoro” dei giornalisti, tramutati in una specie di pinguini per cui la giacca sarà obbligatoria in piazza Deffeyes.
La divisa per i giornalisti è un vecchio sogno Union, che da sempre desidera una divisa per gli impiegati pubblici, e da sempre considera i giornalisti, spesso incoraggiata dai loro servili comportamenti, dei dipendenti della pubblica amministrazione
Per noi senza decoro è stato un consiglio Regionale che si è scritto una legge sull’ineleggibilità, poi non l’ha applicata, poi ha cercato di nascondere le ragioni per cui l’autorità giudiziaria ha ristabilito il diritto.
Che vergogna! Questi atteggiamenti sono pericolosi per le libertà democratiche dei cittadini, per la libertà d’informazione. Dunque Cerise un fascista? No, un democratico troppo riservato, categoria nota ai politologi.
Allarmi siam fascisti? No, allarmi siam riservati…
La deriva consumistico-autoritaria imposta alla società italiana dal berlusconismo arriva in Vda con caratteri particolari. Soprattutto il suo vettore politico culturale non è il PDL, che comunque conta poco, ma l’Union. E’ infatti dell’Union Luciano Caveri, il governante rossonero più simile a Berlusconi per temperamento, carattere ed amore della presenza mediatica. E’ rossonero il presidente Cerise, autore di una sconcertante secretazione della sentenza con cui la corte di Appello di Torino ha sancito l’ineleggibilità dei consiglieri Laniece e Norbiato.
Un atto degno di Alfano e Ghedini, il premiato duo cui il Berluska ha affidato il compito di scardinare il dettato costituzionale nell’ambito della Giustizia.
Cerise ha commesso un atto di enorme gravità: come infatti noto anche ad un iscritto al Manzetti di 14 anni, le sentenze dei Tribunali vengono emesse “in nome del popolo italiano”. Dunque niente è più pubblico di una sentenza, che dev’essere conosciuto e conoscibile al popolo perché emessa in suo nome
L’ accessibilità di una sentenza è anche sintomo di democrazia , che non può occultare la trasparenza: solo nei regimi autoritari non si possono conoscere le ragioni per cui si è condannati. Oppure per cui si è incarcerati.
Devo ricordare che Guantanamo, dove i consiglieri regionali valdostano non vanno in viaggio premio perché non ci sono i principi di Monaco e c’è poca gnocca, è stato condannato dalla stessa Suprema Corte Americana per la violazione di questo principio?
Non si possono incarcerare le persone senza un’imputazione, non si possono condannare per ragioni misteriose. In caso di condanna, le ragioni devono essere pubbliche, ossia conosciute. Questa è la quintessenza della democrazia.
Attenzione dunque quando si usa il termine “fascismo”. Il fascismo odierno può presentarsi come una sottile deriva autoritaria, più insidiosa perché meno appariscente delle sfilate in orbace. Ad esempio dilatando il concetto di “riservatezza” in maniera abnorme, sostenendo che gli “atti riservati” giungono fino ai dispositivi di sentenza delle corti d’Appello.
Corollario freudiano a questa concezione della “democrazia riservata” ( cioè autoritaria!), il nuovo regolamento della presidenza del Consiglio, che si occupa del “decoro” dei giornalisti, tramutati in una specie di pinguini per cui la giacca sarà obbligatoria in piazza Deffeyes.
La divisa per i giornalisti è un vecchio sogno Union, che da sempre desidera una divisa per gli impiegati pubblici, e da sempre considera i giornalisti, spesso incoraggiata dai loro servili comportamenti, dei dipendenti della pubblica amministrazione
Per noi senza decoro è stato un consiglio Regionale che si è scritto una legge sull’ineleggibilità, poi non l’ha applicata, poi ha cercato di nascondere le ragioni per cui l’autorità giudiziaria ha ristabilito il diritto.
Che vergogna! Questi atteggiamenti sono pericolosi per le libertà democratiche dei cittadini, per la libertà d’informazione. Dunque Cerise un fascista? No, un democratico troppo riservato, categoria nota ai politologi.
Allarmi siam fascisti? No, allarmi siam riservati…


0 Commenti:
Posta un commento
<< Home page