Forza Espace! Resistere, resistere, resistere, ma per una volta leggete le Travail , l’unico giornale che del nostro locale ha parlato meno del Peuple

Sento molti commenti ipocriti sul fatto che il “ sogno” Espace sia in cattiva salute: peraltro l’establishement unionista, che sull’asservimento della cultura alla politica ha costruito la sua fortuna e la sua egemonia, dell’Espace se ne fotte e della sua crisi gode come un riccio. Loro hanno i miliardi per chiamare Gianna Nannini, noi le pezze al culo, non c’è partita. Malcelato giubilo esprime invece la borghesia rossa che si è venduta l’anima e le terga all’Union, facendo diventare prima il Pci, poi il Pds, poi i Ds, poi la Gauche valdotaine una subcultura localista: per loro la cultura critica della società è sempre stata molesta, un’ ubbìa da estremisti, cui contrapporre il Messager e la festa dei coscritti. Però in seno al PD qualcosa si muove: vi segnalo un intelligente fondo di Sandri sul Travail, dal titolo “unire”. Memore del risultato di Nicco, austero montanaro che disprezza i cittadini “italiens” ma che grazie al voto italiano dei fessi rossi di Aosta ha salvato la cadrega in Parlamento ( i 1000 voti per battere Perron gli sono venuti da Aosta!), Sandri pensa al futuro. Per la precisione alle future comunali di Aosta, dove nessun candidato del centrosinistra, senza le frattaglie votanti della fu sinistra radicale, potrà mai avere chances di successo. Dunque non escludo che dall’interno del Pd aostano ( ossia cittadino), possano arrivare messaggi di pace all’Espace. Non solo da Sandri, data la sua nota spregiudicatezza ed il suo cinismo, ma persino dal blocco comunale del PD (Ferrero- Tonino- Guglieminotti ecc), che le scorse politiche ha compattamente votato per l’Union al fine di affossare Nicco & Donzel. Anche costoro, che solo con un titanico sforzo di fantasia possono essere definiti “riformisti” ( ma de che? Riformisti de che?), sanno che alle prossime comunali un migliaio di voti “rossi” può far comodo. Dunque prevedo qualche inattesa strategia dell’attenzione verso noi poveri illusi dell’Espace, soprattutto se sapremo organizzare un’altra stagione culturale di alto livello. Ci proveremo.
A proposito di sogni: che ne dite della fine dell’ ”American dream”? Della distruzione dell’ ”american way of life”, così ben simboleggiata dagli impiegati della Lehman brothers, cacciati a calci in culo con la scatola di cartone e tre ore di preavviso? Senza liquidazione, senza Cig, senza assistenza sanitaria, magari con le rate del mutuo da pagare? Che ne dite di un sistema economico che per stare in piedi ha bisogno di una nuova guerra ogni 4 anni e di una nuova crisi del 1929 ogni 15?Un pensiero reverente non a Tremonti, che adesso si inventa di essere stato un anti-global, ma al nostro grande Giulietto Chiesa: che l’anno scorso è venuto all’Espace ad illustrarci, dati economici alla mano, le ragioni per cui l’America texana sarebbe scoppiata. Un profeta ? No, un giornalista onesto. Uno dei pochi rimasti.
A proposito di sogni: che ne dite della fine dell’ ”American dream”? Della distruzione dell’ ”american way of life”, così ben simboleggiata dagli impiegati della Lehman brothers, cacciati a calci in culo con la scatola di cartone e tre ore di preavviso? Senza liquidazione, senza Cig, senza assistenza sanitaria, magari con le rate del mutuo da pagare? Che ne dite di un sistema economico che per stare in piedi ha bisogno di una nuova guerra ogni 4 anni e di una nuova crisi del 1929 ogni 15?Un pensiero reverente non a Tremonti, che adesso si inventa di essere stato un anti-global, ma al nostro grande Giulietto Chiesa: che l’anno scorso è venuto all’Espace ad illustrarci, dati economici alla mano, le ragioni per cui l’America texana sarebbe scoppiata. Un profeta ? No, un giornalista onesto. Uno dei pochi rimasti.

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